Ti sei mai chiesto se quel fastidio all’alluce, sempre più ingombrante e doloroso, sia qualcosa che si possa risolvere con un semplice plantare o se sia arrivato il momento di pensare seriamente all’intervento? alluce valgo quando operare?, con la sua tipica deviazione dell’alluce verso le altre dita, è una delle patologie del piede più diffuse. Eppure, molti tendono a rimandare la decisione di operare fino a quando il dolore o la difficoltà a camminare diventano insostenibili.
Cos’è l’alluce valgo e perché compare

L’alluce valgo non è solo un inestetismo. È una vera e propria deformità articolare che colpisce l’articolazione metatarso-falangea dell’alluce. Le cause? Possono essere genetiche, posturali, legate all’uso di scarpe strette o con tacco alto, ma anche a condizioni come il piede piatto o la lassità legamentosa.
Nel tempo, l’articolazione si infiamma, si ingrossa e il dolore può estendersi fino alla pianta del piede o coinvolgere le altre dita.
Trattamenti non chirurgici: funzionano sempre?

In una fase iniziale, è possibile tentare un approccio conservativo. Scarpe comode, plantari ortopedici, farmaci antinfiammatori e ortesi notturne possono ridurre il dolore e rallentare l’evoluzione della deformità.
Tuttavia, è importante capire che questi rimedi non correggono la deviazione. Sono palliativi utili quando il disturbo è lieve o il paziente non è ancora pronto per l’intervento. Quando però il dolore persiste e la qualità della vita ne risente, è il momento di considerare un’opzione più risolutiva.
Quando operare l’alluce valgo?

Non esiste un’età o una regola fissa. L’intervento chirurgico viene consigliato quando:
- Il dolore è cronico e costante, anche a riposo
- Camminare o indossare le scarpe diventa difficile
- La deformità peggiora visibilmente
- Si manifestano problemi secondari: dita a martello, metatarsalgia, calli, artrosi
- Il paziente desidera un miglioramento anche estetico, se la deviazione è molto evidente
Le tecniche chirurgiche: non sono tutte uguali
Oggi esistono diverse tecniche chirurgiche per trattare l’alluce valgo. Alcune sono mininvasive, con piccole incisioni e tempi di recupero brevi; altre più tradizionali, indicate nei casi complessi o con deformità importanti.
La scelta dipende dalla gravità, dall’età del paziente, dal tipo di piede e da eventuali patologie associate. È fondamentale affidarsi a un chirurgo esperto che sappia proporre l’intervento più adatto, senza standardizzare il trattamento.
Il post-operatorio: cosa aspettarsi
Dopo l’intervento, il piede viene medicato e protetto con una scarpa post-operatoria. Si può camminare fin da subito, con qualche precauzione, ma il pieno recupero avviene in 6-12 settimane.
Durante la convalescenza è importante seguire un programma di riabilitazione personalizzato per evitare rigidità, rinforzare la muscolatura e tornare gradualmente alle proprie attività.
Complicanze? Possono includere dolore prolungato, gonfiore, o raramente recidiva della deformità. Ma se l’intervento è ben eseguito e il paziente segue le indicazioni post-operatorie, i risultati a lungo termine sono eccellenti.
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Domande frequenti
Quando operare l’alluce valgo?
Quando il dolore è costante e limita le attività quotidiane, o quando la deformità è evidente e in peggioramento.
Quanto dura il recupero?
In media 6 settimane per tornare a camminare normalmente, ma per alcune attività potrebbero servire 2-3 mesi.
L’intervento è rischioso?
È una procedura sicura, ma come ogni intervento comporta piccoli rischi come infezione, gonfiore o recidiva.




