Il dolore nella parte anteriore del piede è un disturbo frequente, spesso sottovalutato. Può insorgere dopo lunghe camminate, in seguito all’uso di scarpe inadatte, o senza una causa apparente. In molti casi, la colpevole è una condizione infiammatoria chiamata Borsite al Piede Metatarso, che coinvolge le borse sierose situate tra le ossa del metatarso e i tessuti circostanti.
Si tratta di piccole sacche piene di liquido, presenti naturalmente nel corpo, che hanno la funzione di ridurre l’attrito e facilitare il movimento. Quando queste borse si infiammano, anche un semplice passo può diventare fonte di dolore.
Perché si infiamma il metatarso?

Le cause della borsite metatarsale possono essere molteplici. Una delle più comuni è l’uso prolungato di calzature non adatte, come scarpe strette, con suole rigide o prive di supporto plantare. Anche una postura alterata, il piede piatto o il piede valgo, l’artrite e i microtraumi ripetuti possono favorire l’insorgenza dell’infiammazione.
In alcuni casi, la borsite è secondaria ad altre condizioni come l’alluce valgo, il neuroma di Morton o la metatarsalgia cronica.
Quali sono i sintomi?

Il sintomo principale è il dolore localizzato nella zona anteriore del piede, in corrispondenza della testa dei metatarsi. Il fastidio aumenta quando si cammina, si sta in piedi a lungo o si calzano scarpe strette. Talvolta, si può notare un rigonfiamento, calore al tatto o addirittura arrossamento nella zona infiammata. Nei casi più acuti, il dolore può irradiarsi anche verso le dita.
Come si arriva alla diagnosi?

Spesso è sufficiente una visita specialistica per riconoscere la borsite metatarsale. Il medico valuta il piede sotto carico, palpa le zone dolenti e, se necessario, richiede esami di approfondimento come una radiografia, un’ecografia o una risonanza magnetica, utili per escludere altre patologie e valutare l’estensione dell’infiammazione.
Cosa fare per alleviare il dolore?

Nel trattamento conservativo, l’obiettivo è ridurre l’infiammazione e proteggere l’area colpita. Il riposo, associato all’applicazione di ghiaccio e all’uso di farmaci antinfiammatori, può essere già sufficiente nei casi più lievi. A questo si aggiunge l’impiego di ortesi plantari personalizzate, che riducono la pressione sul metatarso e riequilibrano il carico.
Nei casi resistenti, si può ricorrere a infiltrazioni di corticosteroidi localizzate o, raramente, a un intervento chirurgico. Il recupero post-operatorio prevede sempre un percorso riabilitativo per evitare recidive e recuperare la funzionalità del piede.
Come prevenire la borsite metatarsale

La prevenzione parte da piccoli gesti quotidiani: scegliere scarpe comode e ben ammortizzate, evitare di indossare tacchi alti per lunghi periodi e non trascurare eventuali dolori ai piedi. Anche il mantenimento di un peso corporeo adeguato aiuta a ridurre lo stress sul metatarso. L’attività fisica moderata e lo stretching regolare possono essere utili per mantenere elastici i tessuti e migliorare la circolazione locale.
L’approccio SmartHallux: quando rivolgersi ad uno specialista

Se il dolore al piede persiste per più di qualche giorno, peggiora o si associa a gonfiore e limitazione funzionale, è il momento di rivolgersi a un centro specializzato. Ignorare i sintomi può portare a una cronicizzazione del problema o alla comparsa di complicanze, come deformità o artrite articolare.
Il team di SmartHallux si occupa di patologie come l’alluce valgo, il neuroma di Morton e altre deformità che causano dolori ai piedi, inclusa la borsite metatarsale. Grazie alla chirurgia mini-invasiva, ai protocolli personalizzati di recupero e all’utilizzo di tecnologie avanzate (come le cellule staminali per il trattamento infiammatorio), il paziente può contare su un percorso rapido, efficace e poco invasivo.
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