Ti è mai capitato di sentire come una scossa elettrica tra le dita del piede? O magari quella sensazione fastidiosa di camminare su un sassolino che però non c’è? Potrebbe trattarsi di nevrite di Morton, una condizione che vedo piuttosto spesso nel mio studio.
La nevrite di Morton è un’infiammazione di un nervo che passa tra le dita dei piedi, di solito tra il terzo e il quarto dito. Non è qualcosa di grave, ma può essere davvero fastidiosa. Parecchio fastidiosa.
Cos’è esattamente questa nevrite di Morton?

Pensa al tuo piede come a una strada trafficata. I nervi sono come i cavi elettrici che passano sotto l’asfalto. Quando c’è troppa pressione o attrito, questi “cavi” si infiammano e iniziano a dare problemi.
La nevrite di Morton colpisce proprio uno di questi nervi digitali, quello che passa tra le teste dei metatarsi. Il tessuto intorno al nervo si ispessisce, formando quello che tecnicamente chiamiamo “neuroma”. È un po’ come se si formasse un piccolo callo intorno al nervo, che lo irrita continuamente.
Chi ne soffre di più? Le donne, a dire il vero. Questo perché spesso indossano scarpe con tacchi alti o scarpe troppo strette nella parte anteriore. Ma non pensare che sia solo una questione di scarpe sbagliate – ci sono anche altri fattori.
Perché succede? Le cause principali

D’altronde, il piede è una struttura complessa. Molti fattori possono portare alla nevrite di Morton. Il sovraccarico meccanico è spesso il colpevole principale: quando camminiamo, corriamo o stiamo in piedi per ore, il peso del corpo si scarica proprio su quella zona del piede.
Le deformità del piede giocano un ruolo importante. Se hai l’alluce valgo, le dita a martello o il piede piatto, la distribuzione del peso cambia e alcune zone si sovraccaricano. È come se alcuni punti del piede lavorassero più del dovuto.
Le scarpe inadatte sono un altro grande problema. Quelle con la punta stretta comprimono le dita, mentre i tacchi alti spostano tutto il peso sulla parte anteriore del piede. Ho visto pazienti che indossavano scarpe antinfortunistiche troppo rigide per lavoro e alla fine hanno sviluppato il neuroma.
Anche alcuni sport possono favorire il problema. La corsa, la danza, il tennis – tutte attività che mettono sotto stress l’avampiede.
I sintomi della nevrite di Morton

Ecco cosa mi raccontano di solito i pazienti: “Dottore, è come se avessi un sassolino nella scarpa, ma quando guardo non c’è niente”. Oppure: “Sento come una scossa elettrica che parte dalle dita e sale verso la caviglia”.
Il dolore è tipicamente localizzato tra il terzo e quarto dito, anche se può interessare anche lo spazio tra secondo e terzo. È un dolore particolare: bruciante, a volte lancinante. Si accompagna spesso a formicolio e intorpidimento delle dita interessate.
La cosa interessante è che il dolore peggiora quando cammini e migliora quando ti togli le scarpe e massaggi il piede. Molti pazienti mi dicono che devono fermarsi per strada, togliersi la scarpa e massaggiare il piede per sentire sollievo.
A volte c’è anche una sensazione di gonfiore, anche se dall’esterno il piede sembra normale. Altri descrivono la sensazione di avere le dita “addormentate” o di camminare su qualcosa di morbido e instabile.
Come faccio la diagnosi

Quando arriva un paziente con questi sintomi, prima di tutto ascolto la sua storia. I sintomi della nevrite di Morton sono abbastanza caratteristici, quindi spesso già dal racconto ho un’idea piuttosto precisa.
Poi passo all’esame fisico. C’è un test che facciamo noi ortopedici, chiamato “segno di Mulder”: premo lateralmente il piede mentre contemporaneamente spingo verso l’alto lo spazio tra le dita. Se c’è il neuroma, sento un “click” e il paziente ha dolore. È molto specifico.
Controllo anche la mobilità delle dita, eventuali deformità, la forma del piede. Guardo come il paziente cammina, dove appoggia di più il peso.
Per confermare la diagnosi, spesso richiedo un’ecografia o una risonanza magnetica. L’ecografia è più economica e spesso sufficiente per vedere il neuroma. La risonanza è più precisa ma più costosa – la uso quando ho dubbi diagnostici o sto pianificando un intervento.
A volte faccio anche una radiografia, non tanto per vedere il neuroma (che non si vede ai raggi X) ma per escludere altri problemi come fratture da stress o problemi articolari.
Le opzioni di trattamento che abbiamo

La buona notizia è che la nevrite di Morton si può trattare bene, soprattutto se presa in tempo. Non sempre serve l’intervento chirurgico.
Iniziamo sempre con il trattamento conservativo. Cambiare scarpe è fondamentale: via tacchi alti e punte strette, sì a scarpe comode con suola ammortizzante e spazio sufficiente per le dita. Sembra banale, ma molte volte questo da solo risolve buona parte del problema.
I plantari su misura sono spesso molto utili. Non parlo dei plantari generici che trovi in farmacia, ma di quelli fatti su misura dopo uno studio del piede. Aiutano a redistribuire il carico e a scaricare la zona del neuroma.
Per il dolore e l’infiammazione uso antinfiammatori orali per periodi brevi, oppure infiltrazioni con cortisone direttamente nella zona interessata. Le infiltrazioni sono abbastanza efficaci, anche se non sempre risolutive definitivamente.
Nei casi che non rispondono al trattamento conservativo, si può valutare la chirurgia. L’intervento consiste nella rimozione del neuroma – è un intervento relativamente semplice, che si fa in day hospital con anestesia locale o locoregionale.
Il recupero dopo l’intervento

Se arriviamo alla chirurgia, i tempi di recupero sono generalmente buoni. I primi giorni dopo l’operazione dovrai camminare con una scarpa post-operatoria speciale, quella rigida che protegge il piede.
Di solito dopo 2-3 settimane si tolgono i punti e si può iniziare a rimettere scarpe normali, sempre comode però. Il recupero completo richiede circa 4-6 settimane, ma già dopo 2-3 settimane la maggior parte dei pazienti cammina normalmente.
Ho visto che molti pazienti tornano a fare sport dopo 6-8 settimane dall’intervento. Ovviamente dipende dal tipo di sport e da come procede la guarigione individuale.
Come prevenire la nevrite di Morton

La prevenzione passa soprattutto attraverso scarpe appropriate. So che per molte donne è difficile rinunciare ai tacchi, ma almeno alternateli con scarpe più comode durante la giornata.
Se fai sport, assicurati di avere scarpe specifiche e in buone condizioni. Le scarpe da running andrebbero cambiate ogni 600-800 chilometri, anche se sembrano ancora belle esternamente.
Se hai deformità del piede come alluce valgo o piede piatto, è importante correggerle per evitare sovraccarichi. A volte basta un plantare ben fatto.
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Domande frequenti
È vero che la nevrite di Morton è diversa dalla metatarsalgia?
Sì, sono due cose diverse anche se spesso vengono confuse. La nevrite di Morton è un problema specifico del nervo, mentre la metatarsalgia è un termine più generico che indica dolore nell’avampiede, sotto le teste dei metatarsi.
Quanto costa l’intervento per la nevrite di Morton?
I costi variano a seconda della struttura e se si tratta di sanità pubblica o privata. È sempre meglio informarsi direttamente presso la struttura dove si intende operarsi.
Posso tornare a fare sport dopo l’intervento?
Nella maggior parte dei casi sì. Di solito dopo 6-8 settimane si può riprendere gradualmente l’attività sportiva. Dipende dal tipo di sport e da come procede il recupero.
Cosa posso fare per alleviare il dolore nell’immediato?
Togliti le scarpe e massaggia delicatamente la zona. Applica ghiaccio per 15-20 minuti se c’è gonfiore. E soprattutto, evita scarpe strette o con tacchi alti finché non risolvi il problema.





