Hai mai sentito parlare di “calcificazione”, magari dopo una radiografia o una visita ortopedica, senza però capire bene cosa significhi? È una parola che può suonare tecnica, quasi distante, ma in realtà riguarda una condizione molto più comune di quanto si pensi. E soprattutto, può avere un impatto concreto sulla qualità della vita, soprattutto quando colpisce tendini, articolazioni o aree sensibili come il piede o la spalla.
Che cos’è la calcificazione e come si forma

La calcificazione si verifica quando i sali di calcio si depositano nei tessuti molli del corpo, come tendini, legamenti, cartilagini o persino organi. In pratica, il corpo produce calcio dove non dovrebbe, rendendo i tessuti meno elastici, più rigidi e, spesso, dolorosi.
Ma perché accade? Le cause possono essere diverse: un trauma, un uso eccessivo dell’articolazione, infiammazioni croniche o semplicemente una predisposizione genetica. Talvolta è anche una conseguenza dell’invecchiamento.
I sintomi che non bisogna ignorare

Molti scoprono di avere una calcificazione solo durante esami di routine, ma quando i sintomi si manifestano, lo fanno in modo chiaro. Dolore localizzato, rigidità articolare, gonfiore e difficoltà nei movimenti sono segnali da non trascurare. A seconda della sede, può diventare difficile camminare, alzare un braccio o anche solo afferrare un oggetto.
La diagnosi è semplice e veloce: una visita specialistica, un’ecografia o una radiografia sono spesso sufficienti per identificare il deposito di calcio.
Dove si può formare una calcificazione?

Anche se spesso si pensa alla spalla, le calcificazioni possono colpire diversi distretti del corpo. Sono frequenti nei tendini – come quello d’Achille o il sovra spinato – ma possono comparire anche al gomito, polso, anca, ginocchio o addirittura all’alluce valgo. Nei pazienti con piede piatto o piede valgo, per esempio, le calcificazioni possono aggravare i disturbi già presenti e complicare la deambulazione.
Come si curano le calcificazioni?

Non tutte richiedono un intervento invasivo. Molte possono essere trattate con un approccio conservativo: fisioterapia, farmaci antinfiammatori, iniezioni locali o terapie come le onde d’urto, che aiutano a frammentare il deposito di calcio e stimolano la rigenerazione dei tessuti.
Quando il dolore persiste o il deposito è troppo esteso, si può valutare un intervento chirurgico mini-invasivo, soprattutto in aree delicate come la caviglia o il tendine d’Achille. Anche in questi casi, il recupero è rapido e ben tollerato se seguito da un corretto programma riabilitativo.
E la prevenzione? Conta eccome

Uno stile di vita sano può fare molto: un’alimentazione equilibrata, una corretta idratazione, l’attività fisica regolare e l’attenzione posturale riducono il rischio di infiammazioni e quindi di calcificazioni. E se hai una predisposizione o un disturbo biomeccanico, è utile intervenire precocemente con plantari su misura o esercizi mirati.
SmartHallux: Quando rivolgersi a uno specialista

Se il dolore persiste, i movimenti diventano difficili o senti un’irritazione continua in una zona specifica del corpo, è il momento di chiedere un parere esperto. Intervenire in tempo fa la differenza tra una calcificazione trattabile in modo conservativo e una condizione che richiede soluzioni più complesse.
Hai dolore persistente e sospetti una calcificazione? Vuoi una diagnosi chiara e un percorso terapeutico su misura? Prenota ora la tua visita specialistica con il team di SmartHallux.. Il nostro team è specializzato nella gestione di calcificazioni e disturbi del piede e dell’apparato muscolo-scheletrico.
Domande frequenti
Cosa significa calcificazione?
È un processo in cui i sali di calcio si depositano nei tessuti molli, causando rigidità, dolore e limitazione dei movimenti.
Quali sono le cause della calcificazione?
Possono essere traumi, movimenti ripetuti, infiammazioni croniche o predisposizione genetica.
Come si diagnostica la calcificazione?
Tramite visita medica, ecografia o radiografia.




