Il dolore al polpaccio e alla caviglia è uno di quei fastidi che possono colpire all’improvviso, durante una camminata, dopo un allenamento, oppure in modo graduale, come un fastidio crescente che rende sempre più difficile anche solo stare in piedi. Non sempre si tratta di qualcosa di grave, ma trascurarlo può significare peggiorare la situazione.
Vediamo insieme le cause più frequenti, come riconoscere i sintomi e quali sono i rimedi più efficaci.
Perché fa male polpaccio e caviglia?

Il dolore in questa zona può dipendere da tanti fattori diversi. Le cause vanno dalle semplici contratture muscolari a problemi più complessi a carico di tendini, articolazioni o addirittura del sistema nervoso o circolatorio.
Le principali origini del dolore includono:
- Muscolari: strappi, crampi o tendinite del polpaccio
- Articolari: artrosi della caviglia, borsite o infiammazione dovuta a sovraccarico
- Neurologiche: neuropatie periferiche, sciatica, tunnel tarsale
- Vascolari: trombosi venosa profonda, insufficienza venosa cronica
- Traumatiche: distorsioni, fratture o infiammazioni post-infortunio
Come si manifesta?

Ogni causa ha le sue caratteristiche, ma ci sono alcuni segnali che è bene non ignorare:
- Dolore acuto o costante, che peggiora con il movimento
- Gonfiore localizzato
- Rigidità o limitazione dei movimenti
- Sensazione di formicolio, intorpidimento o debolezza
- Rossore o calore al tatto in caso di infiammazione o infezione
Quando il dolore è improvviso, associato a gonfiore e arrossamento, è importante agire subito: potrebbe trattarsi di una trombosi venosa o di un trauma non visibile.
Come si fa la diagnosi?

La diagnosi si basa sempre su una valutazione clinica da parte di uno specialista, che può prescrivere:
- Radiografie per escludere fratture
- Ecografie per valutare muscoli e tendini
- Risonanza magnetica nei casi più complessi
- Elettromiografia se si sospetta una causa neurologica
Trattamenti disponibili

Si inizia sempre da approcci conservativi, a meno che non vi sia una lesione importante:
- Riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione
- Farmaci antinfiammatori o antidolorifici
- Fisioterapia personalizzata
- Ortesi o plantari correttivi, soprattutto se c’è un piede pronato o valgo
Nei casi più seri, si può ricorrere alla chirurgia, specialmente se il dolore è cronico o dovuto a un danno strutturale importante.
Prevenzione: come evitare di ricadere nel problema

Bastano poche abitudini per ridurre il rischio di sviluppare dolore tra polpaccio e caviglia:
- Fai sempre un buon riscaldamento prima dell’attività fisica
- Inserisci stretching regolare nella tua routine
- Scegli scarpe con buon supporto plantare
- Evita sovraccarichi improvvisi
- Mantieni un peso corporeo adeguato
L’approccio SmartHallux per la cura del piede

Il dolore al polpaccio e alla caviglia può nascondere problematiche molto diverse tra loro. Agire in tempo, con una valutazione specialistica e un piano su misura, è fondamentale per evitare peggioramenti e tornare a muoversi senza dolore.
Quando le terapie conservative non sono più sufficienti, SmartHallux offre soluzioni chirurgiche avanzate, come interventi mini-invasivi, per ridurre il dolore e migliorare la mobilità in modo duraturo. Il Dr. Luigi Manzi, con anni di esperienza nella chirurgia del piede, guida un team altamente specializzato pronto a valutare ogni caso con attenzione e personalizzazione.
Il team di SmartHallux si occupa di patologie come l’alluce valgo, il neuroma di Morton e altre deformità che causano dolori ai piedi. Fornendo supporto completo durante tutto il percorso terapeutico, compreso il recupero post-operatorio, SmartHallux può essere una scelta vincente per ottenere un trattamento efficace e mirato alle tue necessità, prenota ora la tua visita specialistica con il team di SmartHallux.
Domande frequenti
Cosa può causare dolore a polpaccio e caviglia insieme?
Spesso è una somma di fattori: un’infiammazione tendinea, un sovraccarico articolare o un disturbo circolatorio.
Serve sempre l’intervento?
No, la maggior parte dei casi si risolve con terapie conservative. La chirurgia è indicata solo nei casi più complessi o resistenti.
Quanto dura la guarigione?
Dipende dalla causa. Una tendinite guarisce in poche settimane, mentre una patologia vascolare o una frattura richiede mesi.



