Ti è mai capitato di sentire come una “scossa elettrica” sotto il piede? O magari quel fastidio pungente tra le dita che peggiora quando indossi le scarpe? Potresti avere a che fare con un neurinoma.
Lo so, il nome fa un po’ paura. Ma tranquillo: parliamone insieme, come faccio sempre qui in studio con i miei pazienti. Il neurinoma è una di quelle condizioni che, una volta capita, si può affrontare molto bene. D’altronde, conoscere il problema è già metà della soluzione.
Vediamo insieme cosa significa davvero avere un neurinoma e quando potrebbe essere necessario un neurinoma intervento chirurgico.
Cos’è esattamente un neurinoma?

Allora, immagina i nervi del tuo piede come dei cavi elettrici. Il neurinoma è praticamente una “palla” benigna che cresce intorno a uno di questi cavi. Non è cancro – questo è importante chiarirlo subito. È semplicemente tessuto nervoso che, per varie ragioni, si è ispessito e ha formato una specie di nodulo.
Il più comune è il neuroma di Morton. Si trova di solito tra il terzo e quarto dito del piede. Ti sarà capitato di sentirne parlare, vero? Quando ce l’hai, è come se avessi sempre una pietruzza nella scarpa. Solo che la pietruzza non c’è – è il nervo che si è “incazzato”, diciamo così.
Nel mio studio vedo molti casi del genere, soprattutto donne che hanno portato tacchi per anni. Ma non pensare che sia solo colpa delle scarpe eleganti – ci torneremo tra poco.
Perché viene questo benedetto neurinoma?

Ecco una domanda che mi fanno sempre. La risposta, a dire il vero, non è semplicissima. Non c’è una causa unica. È un po’ come quando si rompe un’auto: raramente è solo una cosa che va storta.
Le scarpe con tacchi alti sono un fattore importante, questo è vero. Quando cammini sui tacchi, comprimi la parte anteriore del piede in uno spazio ristretto. Pensa ai tuoi nervi come a degli spaghetti: se li schiacci ripetutamente, prima o poi si irritano. E un nervo irritato può ispessirsi, formando il neurinoma.
Ma non è solo questione di tacchi. Ho visto neurinomi anche in sportivi che corrono molto, o in persone con i piedi piatti. A volte c’è una predisposizione anatomica – alcuni di noi hanno semplicemente i nervi posizionati in modo da essere più “vulnerabili” alla compressione.
L’altro giorno è venuto da me un paziente che faceva il cameriere da trent’anni: sempre in piedi, sempre con scarpe antinfortunistiche strette. Aveva sviluppato un bel neurinoma. Insomma, ogni piede ha la sua storia.
Come faccio a capire se ho un neurinoma?

I sintomi sono abbastanza caratteristici, una volta che li conosci. Il dolore è particolare: spesso è come una fitta elettrica che parte dalle dita e sale verso l’alto. Alcuni pazienti mi dicono “Dottore, è come se qualcuno mi premesse un bottone che manda la corrente”.
Il dolore peggiora tipicamente quando indossi scarpe strette o tacchi. Molti mi raccontano che al mattino, a piedi nudi, stanno relativamente bene. Poi mettono le scarpe e inizia il calvario. C’è anche questa sensazione strana di intorpidimento tra le dita, come se fosse “addormentato” il piede.
Una cosa interessante che noto spesso: i pazienti tendono a togliersi la scarpa e massaggiarsi il piede. È un gesto istintivo – stanno cercando di “riattivare” la circolazione e alleviare la compressione del nervo.
Se il neurinoma è grosso, puoi anche sentire come una “pallina” sotto la pelle. Non sempre, ma a volte sì.
Come facciamo la diagnosi qui in studio

Quando vieni da me per questo problema, prima ti ascolto. Davvero. I sintomi del neurinoma sono così caratteristici che spesso già mentre mi racconti cosa senti, ho un’idea abbastanza chiara.
Poi ti visito. Premo in punti specifici del piede per vedere dove fa male. C’è un test particolare che facciamo: si chiama test di Mulder. Comprimo il piede lateralmente mentre premo dal basso – se c’è il neurinoma, spesso si sente un “click” e tu salti per il dolore.
A questo punto, se sono abbastanza sicuro della diagnosi, potrei prescriverti un’ecografia. È un esame semplice, non invasivo, che ci permette di “vedere” il neurinoma. In alcuni casi più complessi uso la risonanza magnetica, ma onestamente l’ecografia nella maggior parte dei casi è sufficiente.
Quando serve davvero l’intervento chirurgico?

Questa è la domanda da un milione di euro. Non tutti i neurinomi hanno bisogno di essere operati – anzi, molti si possono gestire bene senza chirurgia.
Prima provo sempre con i trattamenti conservativi. Plantari su misura per redistribuire il carico, scarpe più comode, a volte infiltrazioni con cortisone. Ho visto pazienti stare benissimo per anni semplicemente cambiando tipo di calzature.
Ma quando il **neurinoma intervento chirurgico** diventa necessario? Quando il dolore condiziona la tua vita quotidiana. Se non riesci più a camminare normalmente, se devi sempre toglierti le scarpe, se il dolore ti sveglia la notte – allora è il momento di considerare l’operazione.
L’altro indicatore importante è la risposta ai trattamenti conservativi. Se dopo tre-quattro mesi di terapie non chirurgiche non c’è miglioramento significativo, allora la chirurgia diventa un’opzione concreta.
Come funziona l’intervento per il neurinoma
L’operazione in sé non è complicatissima, ma richiede precisione. Si tratta fondamentalmente di rimuovere il pezzo di nervo ispessito. Lo so, detta così sembra brutale, ma in realtà è la soluzione più efficace.
Ci sono due approcci principali. Il più comune è l’approccio plantare – faccio un piccolo taglio sulla pianta del piede, individuo il neurinoma e lo asporto. L’alternativa è l’approccio dorsale, dall’alto del piede, che uso in casi selezionati.
La microchirurgia mi permette di essere molto preciso. Con il microscopio operatorio riesco a vedere chiaramente i tessuti e a preservare al massimo le strutture sane circostanti.
L’intervento dura di solito 30-45 minuti. Si fa in day surgery – entri al mattino ed esci nel pomeriggio. Anestesia locale nella maggior parte dei casi, anche se qualche paziente preferisce la sedazione.
Il recupero: cosa aspettarsi dopo l’operazione

Ecco la parte che interessa a tutti: “Dottore, quando potrò tornare a camminare normalmente?”
La risposta dipende sempre dal singolo caso, ma in generale il recupero è abbastanza prevedibile. I primi giorni dovrai tenere il piede sollevato il più possibile. Ti darò delle scarpe speciali – si chiamano scarpe post-chirurgiche – che proteggono l’area operata.
Dopo circa una settimana togliamo i punti. Da quel momento puoi gradualmente riprendere a camminare, sempre con le scarpe protettive. La camminata normale la riprendi di solito dopo 3-4 settimane.
Una cosa importante da sapere: dove rimuoviamo il neurinoma rimarrà una zona di insensibilità. È normale e prevedibile – abbiamo dovuto sacrificare un pezzo di nervo. La maggior parte dei pazienti si adatta benissimo a questo piccolo “effetto collaterale”, soprattutto considerando che il dolore è sparito.
Come prevenire il neurinoma

Prevention is better than cure, dicono gli inglesi. E hanno ragione.
La cosa più importante sono le scarpe. Non sto dicendo di buttare via tutti i tacchi – ma usali con giudizio. Alternali a scarpe più comode. Il piede ha bisogno di “respirare” e muoversi naturalmente.
Se fai sport, scegli scarpe tecniche adeguate alla tua attività. I runner, per esempio, dovrebbero cambiare le scarpe ogni 500-600 chilometri – le suole consumate non ammortizzano più bene e questo può creare sovraccarichi sui nervi.
Attenzione anche al peso: ogni chilo in più sono quattro chili in più di pressione sui piedi quando cammini. Non è per fare terrorismo, ma è un dato di fatto biomeccanico.
SmartHallux: dove possiamo aiutarti

Qui a SmartHallux ci occupiamo specificamente di chirurgia del piede e della caviglia. Il Dr. Luigi Manzi, che ha maturato esperienza specifica in questo campo, segue ogni paziente con un percorso personalizzato usando le tecniche più moderne.
La nostra filosofia è semplice: prima proviamo sempre tutte le alternative non chirurgiche. La chirurgia è l’ultima risorsa, non la prima. Ma quando serve, la facciamo con tutta l’esperienza e la tecnologia disponibile.
Il team di SmartHallux si occupa di patologie come l’alluce valgo, il neuroma di Morton e altre deformità che causano dolori ai piedi. Fornendo supporto completo durante tutto il percorso terapeutico, SmartHallux può essere una scelta vincente per ottenere un trattamento efficace e mirato alle tue necessità, prenota ora la tua visita specialistica con il team di SmartHallux.
Domande che mi fate spesso
Dottore, il neurinoma può tornare dopo l’operazione?
Questa è una preoccupazione legittima. Il neurinoma rimosso non torna – quello l’abbiamo tolto per sempre. Però può formarsi un nuovo neurinoma in un altro punto, se persistono le cause che hanno portato al primo. Per questo è importante correggere i fattori di rischio, come il tipo di calzature.
Ho paura dell’anestesia, si può fare senza?
Capisco la paura, ma l’anestesia locale per questi interventi è molto sicura. È la stessa che usa il dentista, per intenderci. Senti solo una piccola puntura all’inizio, poi il piede diventa completamente insensibile. Se proprio hai molta ansia, possiamo valutare una leggera sedazione.
Quanto costa l’intervento?
Il costo dipende da vari fattori, ma soprattutto se viene fatto in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale o privatamente. In alcuni casi, se i criteri clinici lo giustificano, l’intervento può essere fatto attraverso il SSN. Per casi privati, durante la visita ti daremo tutte le informazioni sui costi.
Potrò tornare a portare i tacchi?
Dopo un periodo di recupero adeguato, sì. Ma con moderazione e buon senso. Il consiglio è di alternare i tacchi a scarpe più comode e di non esagerare con l’altezza.






