Ti capita di sentire dolore nella parte anteriore del piede, sotto le dita, ogni volta che stai in piedi troppo a lungo o cammini a lungo? Quella sensazione di bruciore o di fastidio puntiforme sotto l’avampiede potrebbe avere un nome preciso: metatarsalgia. È un disturbo più comune di quanto si pensi e, se non trattato correttamente, può trasformare ogni passo in una piccola tortura.
Vediamo insieme di cosa si tratta, da cosa nasce e perché i plantari metatarsalgia possono fare una grande differenza nella gestione del dolore.
Cos’è la metatarsalgia?

La metatarsalgia è un’infiammazione o un sovraccarico che colpisce le teste metatarsali, ovvero le ossa che si trovano nella parte anteriore del piede, subito dietro le dita. Può presentarsi come un dolore acuto o come un fastidio diffuso, spesso descritto come un “sassolino nella scarpa” o una bruciatura continua sotto la pianta del piede.
Perché compare?

Le cause sono molte, ma tutte ruotano intorno a un concetto: pressione eccessiva sull’avampiede. Questo può avvenire per:
- uso prolungato di scarpe strette o con tacchi alti,
- piede piatto o piede cavo,
- alluce valgo, dita a martello o altre deformità,
- sovrappeso,
- attività sportive intense o camminate su superfici dure,
- patologie come artrite o artrosi che colpiscono le articolazioni metatarsali.
Sintomi da tenere d’occhio

Il sintomo principale è un dolore localizzato all’avampiede, spesso bilaterale, che peggiora stando in piedi, camminando o indossando scarpe rigide. A volte si accompagna a intorpidimento delle dita, formicolio o sensazione di “scoppiettio” interno. Se la condizione dura da settimane o mesi, il dolore può diventare costante.
Come si arriva alla diagnosi?

Durante la visita, il medico valuterà la postura, la deambulazione e l’appoggio plantare. In alcuni casi può richiedere esami come radiografie, per escludere fratture da stress o allineamenti anomali, oppure una risonanza magnetica, se si sospetta la presenza di altre patologie come il neuroma di Morton.
Cosa fare per trattarla?

Il primo passo è ridurre lo stress sull’avampiede. Questo si ottiene con:
- scarpe comode, con suola ammortizzante e punta larga,
- riposo e applicazione di ghiaccio nelle fasi acute,
- fisioterapia mirata a rinforzare i muscoli del piede,
- farmaci antinfiammatori, quando il dolore è intenso.
In alcuni casi si può ricorrere a infiltrazioni di cortisone per ridurre l’infiammazione. E se tutto questo non basta, si valuta l’opzione chirurgica.
Il ruolo dei plantari nella metatarsalgia

Tra le soluzioni più efficaci – e spesso sottovalutate – ci sono i plantari ortopedici. In presenza di metatarsalgia, i plantari hanno tre obiettivi fondamentali:
- distribuire meglio il peso, alleggerendo la pressione sulle teste metatarsali,
- offrire supporto all’arco plantare per migliorare la biomeccanica del piede,
- ammortizzare l’impatto durante la camminata, riducendo il microtrauma quotidiano.
Esistono plantari generici, ma per un beneficio reale è preferibile affidarsi a plantari su misura, progettati in base alla forma del piede e al tipo di metatarsalgia (sovraccarico, meccanica, infiammatoria…).
SmartHallux: Hai dolore sotto il piede? Non aspettare

La metatarsalgia non è un problema da “tenere a bada”. È un campanello d’allarme che ci dice che il piede sta lavorando male. Il Dr. Luigi Manzi, chirurgo ortopedico specializzato, può aiutarti a capire da dove viene il tuo dolore e costruire un percorso terapeutico personalizzato, che spesso inizia proprio da un buon plantare.
Il team di SmartHallux si occupa di patologie come l’alluce valgo, il neuroma di Morton e altre deformità che causano dolori ai piedi. Fornendo supporto completo durante tutto il percorso terapeutico, SmartHallux può essere una scelta vincente per ottenere un trattamento efficace e mirato alle tue necessità, prenota ora la tua visita specialistica con il team di SmartHallux.
Domande frequenti
La metatarsalgia guarisce da sola?
Non sempre. Se causata da un sovraccarico temporaneo può migliorare, ma se legata a deformità o cattiva postura, richiede un trattamento mirato.
I plantari funzionano per tutti?
Se sono personalizzati e usati con costanza, spesso portano un sollievo significativo. L’efficacia aumenta se associati a fisioterapia e correzione posturale.
È necessario l’intervento chirurgico?
Solo nei casi più gravi, quando la deformità è importante o il dolore è resistente ai trattamenti conservativi.




