Intervento calcaneo stop: quando il tallone non smette di far male

interventi chirurgici

Hai mai provato quel dolore lancinante al tallone? Quello che ti fa sobbalzare al primo passo della mattina?

Se la risposta è sì, probabilmente sai già quanto può essere frustrante convivere con questo problema. La fascite plantare è una delle cause più comuni di dolore al tallone, e quando tutti i trattamenti conservativi falliscono, ecco che entra in gioco l’intervento calcaneo stop.

Ma facciamo un passo indietro. Questo intervento non è la prima scelta che propongo ai miei pazienti – anzi, è più un’ultima risorsa quando davvero non riusciamo a risolvere il problema in altro modo. D’altronde, noi ortopedici preferiamo sempre provare prima con i trattamenti meno invasivi.

Quando il tallone diventa un nemico

dolore tallone

La fascite plantare è un’infiammazione di quella banda di tessuto fibroso che corre sotto la pianta del piede, dalla base del tallone fino alle dita. Immagina un elastico troppo teso che a un certo punto inizia a “strappare” nel punto di attacco.

Il dolore tipico? Una fitta che ti coglie di sorpresa, soprattutto al mattino. I miei pazienti spesso mi dicono: “Dottore, è come se mi avessero piantato un chiodo nel tallone”. Dopo qualche passo la situazione migliora leggermente, ma il fastidio rimane. E quando si cronicizza, diventa davvero difficile da sopportare.

A dire il vero, non è sempre solo colpa della fascia plantare. Spesso c’è anche lo sperone calcaneare che complica le cose – quella piccola escrescenza ossea che si forma sul calcagno e che contribuisce al dolore.

Perché succede tutto questo?

Artrite reumatoide anziano

Le cause sono diverse, e spesso si sommano tra loro. L’età è sicuramente un fattore – dopo i 40 anni i tessuti diventano meno elastici. Poi c’è il peso corporeo: più chili significano più carico sulla fascia plantare.

Ma non è solo questione di età o peso. Ho visto atleti giovani e magri con fascite plantare. Il problema spesso nasce da piccole alterazioni biomeccaniche del piede. Un piede troppo piatto o troppo cavo, una camminata non perfettamente bilanciata, scarpe sbagliate… insomma, tanti piccoli fattori che sommandosi creano il problema.

I sintomi che non puoi ignorare

dolore appena alzato

Il dolore al risveglio è il sintomo più caratteristico. Appoggi il piede per terra e… ahia! Quella fitta ti fa quasi cadere. Poi, dopo aver camminato un po’, il dolore si attenua ma non scompare mai completamente.

Durante la giornata peggiora se stai molto in piedi o cammini a lungo. E la sera? Spesso torna forte, soprattutto se hai esagerato con l’attività fisica.

Alcuni pazienti mi raccontano anche di una sensazione di rigidità al tallone, come se fosse “bloccato”. Altri descrivono un dolore che si irradia lungo tutta la pianta del piede.

Come faccio la diagnosi

Diagnosi piede cavo

Quando un paziente viene da me con questi sintomi, la prima cosa che faccio è ascoltarlo attentamente. La storia del dolore mi dice già molto.

Poi passo all’esame fisico. Premo in alcuni punti specifici del tallone per capire esattamente dove fa male. C’è un punto particolare, all’inserzione della fascia plantare, che è praticamente sempre dolente in questi casi.

Se ho dei dubbi, o se voglio escludere altre patologie, prescrivo un’ecografia o una risonanza magnetica. La radiografia può essere utile per vedere se c’è uno sperone calcaneare, anche se non sempre il dolore è direttamente correlato alla sua presenza.

Prima di pensare alla chirurgia

terapia onde d'urto

Ecco, questo è importante: l’operazione calcaneo stop non è la prima cosa che propongo. Prima proviamo sempre con i trattamenti conservativi.

Onde d’urto, infiltrazioni con acido ialuronico o cortisone, fisioterapia specifica, plantari su misura… ci sono tante opzioni. La maggior parte dei pazienti risolve con questi approcci. Ma se dopo 6-12 mesi di trattamenti il dolore persiste ed è invalidante, allora possiamo considerare l’intervento calcaneo stop.

L’intervento calcaneo stop è una procedura minimamente invasiva che prevede la sezione di alcune fibre nervose che portano il segnale doloroso dal tallone al cervello. Non risolve il problema meccanico alla base, ma “spegne” il dolore cronico.

Come funziona l’intervento calcaneo stop

Intervento calcaneo stop

La procedura è abbastanza semplice e si fa in day hospital. Attraverso una piccola incisione di circa un centimetro, individuo il nervo calcaneale mediale e ne interrompo selettivamente alcune fibre. È un po’ come “staccare” il filo che porta il segnale del dolore.

L’intervento dura circa 20-30 minuti e si fa in anestesia locale o locoregionale. Il paziente può tornare a casa lo stesso giorno.

Devo essere onesto: non è una procedura che garantisce sempre il successo al 100%. I risultati sono buoni nella maggior parte dei casi, ma c’è sempre una piccola percentuale di pazienti che continua ad avere fastidio. Ecco perché la selezione del paziente è fondamentale.

Alcuni colleghi preferiscono l’intervento calcaneo stop bilaterale quando il problema è presente su entrambi i piedi, ma personalmente preferisco trattare prima un piede e poi, se necessario, l’altro.

Il dopo intervento: cosa aspettarsi

importanza della riabilitazione

I primi giorni dopo l’operazione calcaneo stop riabilitazione inizia subito, ma con calma. Il piede va tenuto sollevato il più possibile per ridurre il gonfiore. Si può camminare fin dal primo giorno, ma con l’aiuto di un bastone o delle stampelle.

La medicazione va cambiata dopo 2-3 giorni, e i punti di sutura vengono rimossi dopo circa 10 giorni. Il dolore post-operatorio di solito è gestibile con analgesici comuni.

Dopo due settimane si può tornare gradualmente alle attività normali. Lo sport? Meglio aspettare almeno un mese, e sempre con il via libera del chirurgo.

La riabilitazione è importante per recuperare completamente la funzione del piede e prevenire ricadute.

SmartHallux: dove possiamo aiutarti

chirurghi

Qui a SmartHallux ci occupiamo specificamente di chirurgia del piede e della caviglia. Il Dr. Luigi Manzi, che ha maturato esperienza specifica in questo campo, segue ogni paziente con un percorso personalizzato usando le tecniche più moderne e meno invasive possibili.

Il team di SmartHallux si occupa di patologie come l’alluce valgo, il neuroma di Morton e altre deformità che causano dolori ai piedi. Fornendo supporto completo durante tutto il percorso terapeutico, SmartHallux può essere una scelta vincente per ottenere un trattamento efficace e mirato alle tue necessità, prenota ora la tua visita specialistica con il team di SmartHallux.

Le domande che mi fate più spesso

Dottore, ma l’intervento è davvero necessario?

È una domanda che mi sento fare spesso, ed è legittima. Come ti dicevo, prima proviamo sempre con tutto il resto. Solo quando il dolore è davvero invalidante e i trattamenti conservativi hanno fallito, consideriamo la chirurgia.

Ci sono rischi?

Come in ogni intervento chirurgico, ci sono dei rischi. Infezione, sanguinamento, possibili danni ai nervi… ma sono complicanze rare quando l’intervento è fatto da mani esperte. È importante discutere sempre tutti i rischi prima di decidere.

Quanto tempo ci vuole per guarire completamente?

La maggior parte dei pazienti torna a camminare normalmente entro 2-3 settimane. Per il completo recupero ci possono volere 2-3 mesi, a seconda del lavoro che fai e delle tue attività.

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